Al secondo piano del MoMA (tutto maiuscolo tranne la ‘o’ della preposizione of ), il celeberrimo Museo di Arte Moderna di New York, alloggia una una nutrita collezione di decollage del catanzarese Domenico Rotella più noto ai più come Mimmo. Chi sa di cosa sto parlando, sono certo, starà pensando « embè, cosa c’è di strano? », dunque corro a precisare che « nulla, non ci trovo assolutamente nulla di strano nel fatto che il più onniscente, aperto e lungimirante museo del mondo ospiti nella sua ricchissima collezione anche quel lavoro di Rotella che tanto ha influenzato moda, mode e costumi con la semplicità di un gesto così diffuso anche tra i bimbi ». Mi piaceva, semmai, ricordarlo, cosicché a chiunque capitasse di perdersi a quelle coordinate possa sorgere il desiderio di vedere il bel colpo d’occhio di manifesti strappati e così bene installati.
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30 mar 2017
18 mar 2017
FIASCHI E GRAFFITI
Questa volta da Los Angeles non torno con le tasche completamente vuote. Almeno questa volta tornero’ con un insegnamento. E’ successo che graffitari e romani hanno avuto ciascuno quel che si meritava e, adesso, tutto e’ in una nuova prospettiva. Ed e’ la prospettiva d’una nuova piu’ democratica e meritocratica scala gerarchica che d’ora in avanti regolera’ le relazioni del mondo (dell’arte). Ad uscire vincitori sono i graffitari e, neanche a dirlo, gli sconfitti gli altri, gli artisti di Roma. D’altronde Roma e’ da anni in mano ai graffitari che dispongono dei suoi monumenti e delle sue piazze come meglio credono col benestare del suo popolo e dei suoi amministratori. Dunque era da aspettarsi un risultato del genere anche qui’ a Los Angeles dove, malgrado i taggari non abbiano vita facile poiche’ comunemente considerati vandali e imbrattatori, e’ stato loro riconosciuto uno status piu’ alto rispetto a quello degli artisti di corte in trasferta.
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