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i rami fradici di allerti pianti che hanno spento loro che io coloro, e me/ zuppi di verde e di suoni di ottavo io lottavo/ e anche il fiume ascoltava/ ed un bel buio rosa di morte sputava. Mi tira ora a se/ e mi piace.
sul monte che cambia di forma e veloce di posto, mi sposto dal giallo di un gioco al verde dei miei panni stesi a lenzuoli/ tanti su tanti.
e le ruote piegate a cerchi tagliati da centro a centro si ammucchiano e formano uccelli/ di forme spiumate e informali che ridono di tutto.
ed io mi indosso le piume di spuma di azzurro di tetti di case (cinesi) che loro non hanno nè ora nè mai. e mi copro la faccia col rosso del rosso di tigre mangiata dalle formiche e dai ragni tra Hanoi e noi.