Mancando da Palermo da tanti anni e non avendone, neanche prima di lasciarla, mai realmente conosciuto questo suo aspetto di suo profondo attaccamento alle anime di chi nella sua storia ha abitato il suo cuore, rimasi stupito, al mio rientro, dalla somiglianza a lei dei suoi artisti. Quando conobbi Andrea Di Marco mi fu lampante che chi più di tutti le somigliava era lui. Perchè Palermo, malgrado le apparenze, è pregna di intelligenza algebrica al punto che a questa preferisce l’istinto. Così, infatti, era Andrea. La sua mente tanto chiara e logica da annoiarlo e spingerlo a rifugiarsi nella natura schietta delle cose, sovrapponendo a lei la propria esperienza, la propria vita.